dicembre 18, 2017

Le nuove opportunità per i produttori di barbabietole da zucchero nell’UE richiedono nuove soluzioni per il controllo degli insetti infestanti

La fine del sistema delle quote per lo zucchero nell’Unione Europea offre stimolanti opportunità ai coltivatori europei di barbabietole da zucchero, e gli analisti del settore stimano che la produzione nella regione possa aumentare fino al 50%.

La deregolamentazione del settore, tuttavia, coincide con una potenziale riduzione dei mezzi a disposizione degli agricoltori nella lotta agli insetti infestanti della barbabietola. Mentre il comparto agricolo si prepara a lanciarsi nei nuovi spazi commerciali, abbiamo parlato con il Dr John Maier, responsabile per la ricerca e lo sviluppo della società tedesca Südzucker AG, e con Stuart Harder, direttore tecnico della British Beet Research Organisation (BBRO), circa la necessità di sistemi di controllo degli organismi infestanti radicalmente nuovi.

“È un paradosso interessante”, osserva Maier. “Proprio nel momento in cui i coltivatori di barbabietole da zucchero vedono l’opportunità di aumentare significativamente la produzione, quest’ultima è seriamente minacciata dalla possibile estensione del bando sui neonicotinoidi.

Infestanti fogliari come le altiche, tripidi, gli afidi vettori del giallume virotico e le minatrici fogliari provocano un notevole danno alle piante giovani”, aggiunge, “e la nostra maggiore preoccupazione è legata al probabile ritorno delle virosi. Nel Regno Unito, gli inverni più miti fanno sì che gli insetti adulti sopravvivano e siano in grado di infettare immediatamente la coltura. In Germania, nonostante gli inverni generalmente siano più freddi, riscontriamo lo stesso problema, benché di grado minore.”

Intanto a Norwich, nel quartier generale della British Beet Research Organisation, in qualità di direttore tecnico, Stuart Harder segue diverse coltivazioni sperimentali di barbabietola da zucchero. “Mentre non ci mancano gli erbicidi, abbiamo pochi insetticidi fogliari applicabili alla barbabietola”, osserva.

In vista della potenziale riduzione dei principi attivi utilizzabili su barbabietola, Stuart sta sperimentando l’efficacia di diversi prodotti attualmente usati per controllare gli afidi in altre colture.“Abbiamo avviato queste sperimentazioni in un momento cruciale per i coltivatori di barbabietole da zucchero e siamo impegnati in una corsa contro il tempo. Per testare i prodotti contro gli afidi, stiamo seminando le parcelle sperimentali più tardi rispetto al normale in modo che le piantine siano più giovani al momento dell’infestazione. In questo modo viene favorita un’infezione naturale che riflette il profilo di resistenza all’insetticida da parte della popolazione di afidi locale”, spiega.

“Abbiamo irrorato diversi prodotti, valutandone l’effetto sugli afidi alati e apteri (soprattutto l’afide verde del pesco), e confrontato i risultati. Cerchiamo prodotti che presentino una nuova modalità di azione; è l’unica via per contrastare la tendenza all’aumento della resistenza.Per la prima volta”, aggiunge, “abbiamo usato Isoclast e i risultati sono stati all’altezza di quelli del prodotto di punta. Intendiamo ripetere le sperimentazioni quest’autunno e la prossima primavera per consentire alla squadra di ricerca di ottenere più dati che incoraggino a portare i prodotti a base di Isoclast ai coltivatori di barbabietole da zucchero il più presto possibile”.

Il Dr Maier conclude: “Con le opportunità che si aprono agli agricoltori in un mercato deregolamentato, e il rischio della carenza di prodotti a difesa delle colture, è imperative rendere disponibile nuovi prodotti caratterizzati da nuove modalità d’azione.Il tempo a nostra disposizione per testare e portare sul mercato prodotti alternativi per la lotta agli insetti infestanti della barbabietola da zucchero appare abbastanza breve. È di importanza vitale raggiungere questo obiettivo ora che si aprono tante opportunità per i produttori di barbabietole da zucchero.”

Dr. Johann Maier: Kuratorium für Versuchswesen und Beratung im Zuckerrübenanbau, Mannheim (Germania)

Stuart Harder: Direttore tecnico, British Beet Research Organisation, Norwich, Inghilterra

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