maggio 10, 2018

La lotta contro la trasmissione di virosi da parte di insetti fitomizi

Il professor Alberto Fereres, impegnato nel gruppo di lavoro sugli insetti vettori di patogeni del Consiglio superiore per la ricerca scientifica (CSIC) di Madrid, svolge studi all’avanguardia sul controllo degli insetti infestanti da circa trent’anni. Alla guida di un team di 12 persone, attualmente conduce un importantissimo programma di ricerca sulle strategie di controllo degli insetti fitomizi quali vettori di patologie vegetali.

”Gli insetti causano più danni alle colture indirettamente, tramite la trasmissione di virus, che non direttamente”, afferma il Professor Fereres, ”perciò è fondamentale controllarli prima che riescano a infettare le piante.

I fitomizi si dividono in due categorie”, continua,”quelli con nutrizione floematica e quelli con nutrizione xilematica. Buona parte del nostro lavoro consiste nel monitorare la resistenza degli insetti ai diversi insetticidi. Circa 6 anni fa abbiamo iniziato ad approfondire gli studi su Isoclast in rapporto alle popolazioni di afidi e aleurodidi”.

Entrambe le specie si nutrono del floema, in cui passano i virus che vengono trasmessi alla pianta. I ricercatori hanno scoperto che Isoclast™ costringe gli insetti a modificare il loro comportamento alimentare. ”È una scoperta cruciale perché questa alterazione riduce l’accesso dell’insetto al floema. L’interruzione dell’alimentazione comporta una minore probabilità di trasmissione dei virus”, conferma il Professor Fereres.

La ricerca ha inoltre evidenziato l’assenza di resistenza incrociata per molte specie di insetti resistenti ad altri insetticidi simili a Isoclast™, per cui il Professor Fereres conclude: ”Abbiamo la conferma che Isoclast riesce a ridurre la trasmissione di virosi alterando il comportamento alimentare degli insetti fitomizi, anche di quelli che hanno sviluppato resistenza ad altri insetticidi. Forti di questo successo, ora possiamo guardare al prossimo progetto di ricerca, che avrà per oggetto gli insetti xilemomizi: le sputacchine”.

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